sabato 13 febbraio 2016

QADESH la collezione pret-à-couture di Annamaria Patronella


Quando comincia Sanremo si sa, non si riesce a parlare d'altro. Tutti i riflettori e gli sguardi sono puntati sul Festival che quest'anno ha introdotto tante novità, tra le quali c'è la collaborazione con il mondo della moda che entra in Casa Sanremo con una serie di eventi e di sfilate che donano al Festival della Canzone Italiana una classe tutta nuova.
Quando si commenta la kermesse ci si ritrova a parlare più degli abiti delle presentatrici e dei cantanti che delle canzoni, perché non esiste Red Carpet senza abiti lunghi e gioielli da sogno.
Proprio in questa occasione, nella serata di Martedì 9, ha sfilato con la sua collezione Pret-à-Couture anche Annamaria Patronella, che già da qualche anno è entrata a pieno titolo tra i talenti della moda e dell'alta sartoria italiana.


La collezione che ha presentato si ispira ad antiche leggende siriane e alla dea dell'estasi e dell'amore, QADESH. L'evoluzione dello stato amoroso e del gioco della seduzione è raccontato da questa sfilata idealmente divisa in tre fasi, una per ogni stadio emozionale.



L’ANIMA LUMINOSA, la parte più bella e delicata del nostro essere, quella che mostriamo solo a chi crede in noi e a chi ci ama per come siamo ed è espressa in passerella da abiti chiari e luminosi, caratterizzati da tessuti in seta e magline tecniche in lurex, dai tagli sensuali, molto avvolgenti e arricchiti da dettagli preziosi come pendenti di onice nero, cristalli e inserti metallici.

IL LATO OSCURO, la parte più nascosta del nostro essere, quella che non vogliamo mostrare a nessuno. La parte più segreta, più affascinante e più maliziosa espressa in passerella da abiti neri, caratterizzati da tessuti ricamati paillettati, chiffon plissettato, georgette e organza di seta e pizzo, dai tagli sartoriali decisi, molto provocanti fatti di trasparenze, profonde scollature e vedo non vedo.

LA PASSIONE, il vero motore che ci spinge a compiere azioni, a desiderare, a essere quello che vorremmo ed è personificata dalla dea stessa all’uscita dell’outfit finale. Qadesh è rappresentata in passerella da un abito RED WINE, in un tessuto ricamato e paillettato, caratterizzato dal sapiente taglio sartoriale artigiano, dalla linea sinuosa, fasciante e seducente sottolineata da profonde scollature strategiche con cui la divinità vuole esprimere tutta l’ARS AMANDI.

La donna a cui ci ha abituato Annamaria Patronella in questi anni, ha il carattere deciso, conosce i suoi punti di forza e riesce ad esaltarli. Una donna che sa quello che vuole, ma soprattutto sa come ottenerlo. Tutti i suoi abiti sono pensati per un tipo di donna. Anche volendo non si potrebbero replicare, perché ognuno viene adattato a chi lo indossa diventando una seconda pelle quasi fosse l'abito a scegliere chi deve indossarlo.
Un gioco di vedo e non vedo, trasparenze, ricami e scollature

Mi sono innamorato di un lavoro fatto di passione, della cura dei dettagli come solo la manifattura artigianale sa realizzare, e quel tocco di sensualità che fà delle donne vestite da Annamaria Patronella delle vere dee pronte a conquistare il loro posto nel mondo.
In origine, l'abito non esiste che nello spirito e nel cuore del suo creatore. Dall'idea al capolavoro: è questo il processo affascinante della moda. Dalla bozza ai laboratori dell'Atelier, passando attraverso mani esperte di sarte e ricamatrici. Ecco come nasce un abito da favola. 





Tutte le info sulla collezione e sul lavoro le della stilista le trovate :
FB: APAnnamariaPatronella
web: www.annamariapatronella.com

credit photos: Paolo De Novi PHOTOGRAPHY  www.paolodenovi.com








     

3 commenti:

  1. Io ho avuto la fortuna di conoscere personalmente quest'artista ,oltre che vedere le sue collezioni e posso dire che è unica,travolgente ed esplosiva ....un talento che rende il made in italy un'eccellenza

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    1. Sono onorata e felice di leggere queste parole di stima nei miei confronti e del mio lavoro, grazie mille

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    2. Sono onorata e felice di leggere queste parole di stima nei miei confronti e del mio lavoro, grazie mille

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